Intervista a Francesco Hensemberger, Sales & Marketing Director, ‎MeteRSit e Coordinatore sezione Gas Smart Metering Group Anie CSI

Di Martina Ginasi

 

In base alla vostra esperienza, come si colloca l’Italia circa lo sviluppo delle reti smart per il gas e la conseguente implementazione di metering di ultima generazione? Anche rispetto a prospettive e opportunità di implementare nuovi servizi come avviene in altri Paesi Europei.

Io credo che l’Italia, intesa come sistema Paese, con il roll-out relativo all’installazione di Smart Meter abbia finora perso una grande occasione.

Serviva un deciso cambio di prospettiva che partisse dalle esigenze del cliente finale, del cittadino.

In Inghilterra, per esempio, lo Smart Meter non è obbligatorio, ma è l’utente a pretenderlo perché attraverso questo strumento gode di numerosi vantaggi. La volontà delle persone è di ridurre i costi e di aumentare il risparmio e l’efficienza energetica; una strada da percorrere attraverso conoscenza e consapevolezza dei propri consumi. Una direzione intrapresa da molti stati europei, non però dall’Italia. Tutto questo anche se i provvedimenti internazionali – regolatori e incentivanti – pongono l’accento sul consumatore finale e sulle sue esigenze all’interno di un contesto di mercato realmente libero. Se il presupposto è quindi un concreto risparmio di energia credo quindi si sia presentata un’opportunità che non siamo stati in grado di cogliere. Quando nelle nostre case si presentano i tecnici per l’installazione di nuovi misuratori non ne spiegano i benefici, i vantaggi che possono portare, quale utilizzo se ne può fare; finora si è semplicemente eseguita una semplice sostituzione imposta dall’alto senza illustrarne la motivazione. Con questa logica non vi può essere alcun miglioramento per il cliente, che gode di vantaggi solo di riflesso, ossia una metrologia più precisa che permette una fatturazione dei consumi sulla base di quanto si è effettivamente consumato eliminando quindi le stime di consumo; questa è solo la base di un sistema di misurazione avanzato.

È proprio la prospettiva che va cambiata: in Italia il cittadino è visto esclusivamente come un utente, non come l’attore da coinvolgere come protagonista in un processo di sviluppo. Si tratta di un problema culturale ma finora non c’è stata la volontà di innescare un processo che vada in controtendenza. Mi auguro che col secondo roll-out per il gas previsto per il 2029 questo gap si sia colmato.

 

Il problema che denuncia presuppone scelte poco strategiche; quali sono i presupposti per un deciso cambio di passo?

Le criticità derivano dalla struttura stessa del processo di fornitura del servizio; in Italia il proprietario del contatore è la società di distribuzione ma il contratto viene stipulato con la società di vendita divenuto ormai quasi esclusivamente l’interfaccia del cliente. Il cittadino quindi non dialoga con il gestore della rete, concentrato ovviamente su altre tematiche e problemi.

A causa del Covid-19 la data prevista per la fine del roll-out è stata spostata al 2023, causando così un protrarsi dell’asimmetria tra elettrico e gas. Non solo, ma per una scelta di sistema almeno 2 milioni di clienti non vedranno comunque installato uno Smart Meter, dato che i distributori più piccoli non rientrano negli obblighi in tal senso. La frammentazione ancora eccessiva dei soggetti preposti alla distribuzione gas è certamente un altro grande problema.

 

Il fatto che le gare gas non siano mai partite si è rivelato un problema, al di là del concetto di liberalizzazione, anche in materia di innovazione?

Il processo di innovazione è parte delle gare gas; il problema è che se il servizio continua a essere affidato a società che gestiscono un numero limitato di contatori il cliente finale non è tutelato, in quanto i piccoli distributori, come detto, non sono tenuti a installare Smart Meter. Questo lede certamente gli interessi degli utenti, che non hanno possibilità di scelta.

 

Secondo lei, quanto detto frena una reale evoluzione in chiave digitale delle reti e dei relativi servizi?

È vero che stiamo vivendo un percorso di digitalizzazione spinto, avremo fondi europei da poter utilizzare e credo che questo trend non possa fermarsi; ma se osserviamo per esempio l’ambito idrico dobbiamo rilevare che a oggi, nonostante le evidenti criticità del comparto , non vi è nemmeno un sistema di telelettura regolamentato, come è stato fatto per il gas. Un settore che si trova ad affrontare un momento decisamente caotico; il Decreto 93 ha dato il via ad un cambio di contatori relativo alla marcatura pre MID, ma non è sufficiente. Non è stata colta dall’Autorità l’occasione di sfruttare le sinergie con gli altri due segmenti (elettricità e gas), e così perderemo altro tempo prezioso.

Ognuno in quest’ambito lavora solo per sé; Acquedotto Pugliese per esempio è partito con l’installazione di Smart Meter dotati di sistema LoraWan, mentre 2i Rete Gas, sempre in Puglia, ha una grosso bacino d’utenza di contatori gas che funzionano su protocollo 169 MHz. Si poteva certamente creare una sinergia tra sistemi di comunicazione e di raccolta dati  ma non è avvenuto, il che rappresenta a mio parere un’altra opportunità mancata.

La tecnologia viaggia velocemente ma non essendoci una cabina di regia procede in modo scomposto; senza una direttiva, una strategia, diventerà complicato capire in che modo verranno indirizzati i fondi del Recovery Fund al di là delle ottime intenzioni esposte da Draghi nella sua relazione a Camera e Senato.

Ci muoviamo all’interno di un contesto culturale antistorico, l’utility italiana non è interessata a far crescere i cittadini informandoli sul suo operato in quanto nasce come distributore di risorsa, di commodity. L’interesse è concentrato sul proprio business, certamente non nell’obiettivo rendere l’utente consapevole.

 

Il tema della digitalizzazione e quindi della raccolta dati è strettamente legato alla loro sicurezza; c’è un legame sempre più stretto tra cyber security e Smart Meter?

Il livello di protezione pensato nel 2009 ora è assolutamente inefficiente, le chiavi criptografiche utilizzate, che ai tempi rappresentavano il massimo grado di sicurezza, ora non hanno più senso. La modalità di scambio di informazioni a questo punto diventa fondamentale. In Inghilterra ad esempio  esiste un ente che certifica che il software sia conforme ai requisiti di sicurezza che il Governo ha deciso di implementare (Protocollo Smetz 2) con requisiti molto stringenti e certificazioni ad hoc (CPA), ed è stato creato un unico sistema  nazionale che raccoglie i dati degli smart gas meter . Questa è la struttura a cui bisognerebbe tendere.

 

Sempre più le imprese tecnologiche si stanno trasformando in soggetti che forniscono servizi e non solo prodotti; advisor e partner delle utility, è corretto?

Oggi il mercato impone regole volute dall’Autorità, noi quindi ci muoviamo in questo frame, evidenziando i benefici del prodotto MeteRSit rispetto alla concorrenza.

Le utility hanno modalità di acquisto tramite gare, all’interno delle quali sono stati introdotti parametri tecnico qualitativi nonostante un codice degli appalti che da ancora la possibilità di fare gare al massimo ribasso, scelta molto diffusa tra i nostri clienti. Pur in un contesto così difficile per l’evoluzione tecnologica siamo riusciti a fare la differenza evidenziando gli aspetti tecnici più sofisticati e meritevoli di attenzione.

Stiamo ora proiettandoci verso una concezione del servizio che metta al centro il cittadino; abbiamo idee e soluzioni su come mostrare i dati al cliente, su come aprire alla possibilità di prepagamento come normalmente si fa in altri paesi europei, permettendo così di dare strumenti utili a un reale cambiamento anche in un mondo regolamentato e definitivo.

 

Transizione digitale fa riferimento alle sole tecnologie o è qualcosa di più?

Oggi la digital transformation è un processo che coinvolge tutti, è un megatrend globale in tutti i settori e a tutti i livelli. In questo ultimo anno di pandemia la digital tranformation ha subito un’accelerazione poderosa sia all’interno che all’esterno delle aziende. Dallo Smart working con nuovi tools,  alle video conferenze che oggi sono all’ordine del giorno sia tra noi dipendenti che con i nostri clienti, alle innovazioni digitali su prodotti e servizi grazie alla tecnologia IoT.

Anche in tema di metering in questo contesto è evidente che lo Smart Meter diventerà strumento fondamentale dal punto di vista sia del gestore che del venditore che del cliente finale, ci sarà la possibilità di abilitare nuovi servizi di analisi dei dati di consumo per la scelta del miglior gestore, a dei servizi legati al monitoraggio dell’efficienza delle reti idriche.

 

Lo Smart Meter Group di ANIE CSI opera in una logica di sistema, condividendo l’importanza di accelerare la digitalizzazione delle reti per l’introduzione di sistemi di misura sempre più avanzati. Quanto è importante lavorare con una visione d’insieme?

Nel rispetto dei ruoli e della concorrenza tra le aziende, con lo SMG crediamo di aver portato all’interno dei sistemi a rete e dell’evoluzione degli Smart Building un contributo d’innovazione importante. Abbiamo aperto porte d’avanguardia credendo nel valore degli Smart Meter statici; andando con nuovi strumenti culturali – per esempio analisi solide costi/benefici – contro coloro che presidiavano il settore con strumenti via via  sempre più obsoleti. Il Manifesto del Gruppo guarda a un  mondo che avanza, che vive di dati, che necessita di misure certe, che risponde a criteri d’efficientamento. Questo in tutti i settori, non solo in quello del gas che MeteRSit ben presidia. Lavoreremo in futuro anche per creare sempre meno distanza tra un comparto e l’altro, con una visione che, è bene ribadirlo, andrà a favore del mercato, dei cittadini.

 

L’Azienda

Il Gruppo SIT, localizzato a Padova, sviluppa e produce dispositivi di alta precisione e sistemi per la sicurezza, il comfort e l’alto rendimento degli apparecchi domestici a gas, creando soluzioni intelligenti per il controllo del clima e la misurazione dei consumi per un mondo più sostenibile.

La sede centrale del Gruppo è (Italia).

SIT detiene 90 brevetti internazionali e produce 29 milioni di prodotti ogni anno, sviluppati in 4 centri di Ricerca e realizzati nei siti produttivi in Italia, Olanda, Romania, Tunisia, Messico, Cina, Portogallo con una logica di piattaforme continentali. Nel 2020 SIT ha annunciato l’acquisizione di Janz, una consolidata azienda portoghese presente nel settore dei contatori idrici; l’acquisizione ha permesso al Gruppo SIT di entrare nel mercato dell’acqua, creando importanti sinergie tra la presenza di Janz nel mercato di riferimento e le competenze di MeteRSit nello Smart Gas Metering, in particolare nella capacità di misurazione della risorsa.