Informare correttamente sui vantaggi legati all’introduzione della nuova tecnologia statica, sempre più in grado di rispondere alle nuove esigenze di mercato e saper guidare il cambiamento dando ai gestori strumenti idonei per l’utilizzo della grande quantità di dati che si andrà a generare.

Del ruolo fondamentale dello Smart Meter Group e delle prospettive offerte da questa evoluzione tecnologica, anche finalizzate a favorire una migliore gestione della risorsa idrica, abbiamo parlato con Osvaldo Paleari, Sales General Manager di Sensus Italia

Mauro Bozzola

 

In questi anni di lavori dello Smart Metering Group ritiene che la vostra attività in favore della tecnologia statica abbia contribuito ad accrescere la sensibilità nei confronti dei gestori del servizio pubblico in ambito idrico?

Sicuramente il compitoche lo SMG e in senso più generale ANIE hanno saputo svolgerenegli ultimi anni è stato proprio quello di favorire l’introduzione della tecnologia statica nel mercato. Si è trattato senza dubbio di un ruolo insostituibile e non è dato riscontrare finoraesempi analoghi. Questo è stato anche il motivo per cui Sensus ha deciso di aderire con entusiasmo all’Associazione, che dall’esterno appariva l’unica vera entità in grado di lavorare a favore di tale diffusione. Lo SMG ha rappresentato fin da subito il braccio operativo di ANIE e ha messo in pratica le azioni mirate proprio all’apertura del mercato e alla diffusione di queste nuove tecnologie. Operatori e distributori vedono sempre più ANIE come riferimento per quanto riguarda tutte le azioni e le attività afferenti alla tecnologia statica. Un ruolo, dunque, importante e che naturalmente contribuisce a far aumentare le aspettative in quanto questa tecnologia si consolida sempre più nel mercato ed è vista come la tecnologia di misura, attuale, sempre più in grado di rispondere a quelle che sono le nuove esigenze di mercato.

 

Il trasferimento tecnologico alle utility ha favorito un’evoluzione in direzione industry 4.0. Si potrebbe affermare che dai contatori sia partita anche la rivoluzione digitale?

Naturalmente l’evoluzione tecnologica dei contatori trascina di pari passo l’evoluzione tecnologica delle utility. Un cambiamento che trova terreno fertile nel nuovo contesto legato all’industria 4.0 con il passaggio per i contatori da una tecnica di costruzione meccanica non idonea a fornire dati, informazioni o comunque a garantire performance che fossero in linea con le aspettative tecnologiche legate all’industria 4.0, per arrivare a contatori di tipo elettronico con caratteristiche decisamente superiorie con potenzialità che ben si sposano ai nuovi concetti di evoluzione digitale. Pur essendoci un’affinità tra contatori elettronici e industria 4.0 non credo sia possibile affermare che i contatori stiano trascinando la rivoluzione digitale dell’industria 4.0.

Il contatore nella sua nuova veste, più legata ai dati e alle informazioni, può anche permettere al gestore di instaurare un nuovo tipo di rapporto con i propri consumatori. Il contatore è sempre stato visto con una certa diffidenza dai consumatori, nell’immaginario comune rappresenta solo uno strumento di fatturazione dei consumi, maora con le nuove caratteristiche i contatori elettronici hanno un ruolo diverso, non più solo legato alla misura in senso stretto – che naturalmente rimane la funzione di base – ma più collaborativo nei confronti dell’utente, permettendo a quest’ultimo di capire meglio quali siano i proprio comportamenti (profili di consumo). Può inoltrefornire allarmi o segnalare in tempo reale situazioni critiche che si stanno verificando in prossimità dell’utenza permettendo al gestore di intervenire in tempo reale. Lo smart meter è dunque più vicino all’utente finale e si pone come il tramite di un nuovo modo di gestire l’utenza. In tal senso vi è un’evoluzione che non può che portare un miglioramento nei rapporti commerciali e amministrativi tra gestore e cliente.

 

L’attività dello SMG ha contribuito a elevare il livello di competenza dei gestori? L’associazione potrebbe avere il compito di dare strumenti per una gestione corretta di big data acquisiti con l’introduzione degli smart meter statici?

Sicuramente l’attività dello SMG ha contribuito ad aumentare il livello di competenza dei gestori e questo rimane un importante obiettivo anche nei programmi futuri dello SMG. Nei piani già approvati al nostro interno emerge chiaro il ruolo dell’Associazione che sarà sempre più legato alla divulgazione, alla formazione, alla condivisone e al dialogo con gli utilizzatori finali, verso i quali vi sarà sempre più attenzione da parte nostra per quanto riguarda il trasferimento di competenze e l’aiuto alla crescita formativa.

Possiamo affermare che l’attività svolta fino a oggi dallo SMG ha dato una mano importante ad affrontare questi cambiamenti e a utilizzare le nuove tecnologie nella maniera più appropriata. Il fatto di condividere alcuni momenti con gli utilizzatori o crearne alcuni ad hoc rappresenta per noi un obiettivo prioritario.

Per quanto riguarda i dati stiamo passando in maniera repentina da una totale assenza di informazioni dal campo – quindi dal parco contatori che fino a ieri non comunicava – ad averne sempre più e già possiamo osservare come l’interesse dei clienti, delle utility, sia sempre più orientato verso prodotti informatici adeguati, finalizzati a gestire, valutare e utilizzare al meglio questa mole di informazioni. Sicuramente questo rappresenta uno dei prossimi goal per lo SMG ma anche una sfida; saper portare e guidare con mano questo cambiamento organizzando attività in grado di dare, sempre più, ai gestori strumenti idonei all’utilizzo di queste informazioni in modo utile alle loro attività ma anche e soprattutto, favorire una migliore gestione della risorsa idrica. Utilizzare i dati, infatti, vuol dire gestire al meglio la rete e quindi porre in essere una serie di interventi proattivie attività di risparmio, di gestione più oculata dei propri asset, senza dimenticare però che una delle sfide dei prossimi anni sarà l’avere una migliore gestione della risorsa idrica nel suo complesso e tutto questo sarà possibile se utilizzeremo questi dati nella maniera più consona per porre in essere adeguate misure di contenimento.

 

Tra i compiti dell’Associazione vi è anche quello di fornire informazioni di mercato in merito a quanto stia mutando la richiesta di contatori statici rispetto al passato. Si è registrato un effettivo e significativo incremento nelle vendite? Avete dei dati aggregati?

È sempre stato difficile entrare in possesso di dati affidabili sulla diffusione dei contatori dell’acqua, ricordo confronti con Federutility (ex Utilitalia); loro stessi avevano difficoltà, durante gli incontri pubblici, a esporre cifre legate all’impiego e la diffusione dei contatori dei propri associati. All’interno dello SMG abbiamo condiviso l’idea di avviare un’attività finalizzata a ottenere un censimento sulla diffusione dei contatori di tipo elettronico e diventare artefici di un maggior controllo. Se al momento non è dunque possibile fornire dati precisi, appare tuttavia evidente e documentato come negli ultimi due anni si stiano moltiplicando le gare mirate all’acquisto massivo di contatori elettronici. Naturalmente non siamo ai livelli di richiesta dei contatori meccanici e ancora si nota parecchia diffidenza alimentata dall’idea che porta a ritenere la tecnologia statica come qualcosa di bello ma quasi irraggiungibile. La tecnologia statica è, al contrario, caratterizzata da una grande facilità di impiego e non richiede nessuna maggiore capacità di gestione rispetto ai contatori tradizionali.

Passando ai numeri possiamo dire che negli ultimi due anni si è raggiunto un numero di contatori installati in Italia che è di diverse decine di migliaia di pezzi che, tuttavia, in termini percentuali, è un dato ancora poco rilevante se si pensa che circa il 98% dei contatori attualmente installati sono di tipo meccanico e che di questa percentuale circa il 90% è a turbina. Questo rende il mercato italiano atipico sia a livello europeo che internazionale. Tutto ciò potrebbe in futuro rendere ancora più conveniente la migrazione verso le tecnologie statiche, in quanto il divario prestazionale che esiste tra un contatore a turbina e uno statico è enorme in termini di recupero, ad esempio, delle portate molto basse che per ragioni tecniche possono sfuggire ai contatori dotati di una tecnologia meno sensibile. Sarà proprio la necessità di ridurre le perdite occulte a favorire l’introduzione della tecnologia statica; è questo senza dubbio uno degli aspetti più interessanti per gli operatori.

Un dato positivo è rappresentato dal fatto che finalmente l’azione di apertura del mercato che abbiamo evocato e chiesto negli ultimi anni sta producendo effetto e così nuove gare sempre più importanti dal punto di vista dei volumi sono state annunciate dai più importanti gestori nazionali e ciò farà da traino per tutto il mercato. In Italia vi sono gestori che sono seguiti con molta attenzione da tutto il settore e che hanno recepito l’importanza di questa migrazione tecnologica e la stanno mettendo in atto, annunciando progetti rilevanti in termini di investimento. Nei prossimi due o tre anni questo inciderà sui numeri e le percentuali di diffusione della tecnologia statica, siamo all’inizio di un processo di cambiamento che sta prendendo velocità.

Peraltro, grazie al decreto 93 del 21 Aprile 2017, siamo ora in una fase dove finalmente il mercato italiano viene allineato a quello europeo, che da sempre prevede una vita legale degli strumenti e effettua una sostituzione periodica dei contatori. La recente introduzione del decreto ha posto gli elementi per rinnovare il parco contatori e schedulare la vita degli stessi, una novità che permette agli operatori di guardare in un altro modo la gestione del parco, il decreto ha introdotto dei meccanismi di sostituzione che sono distinti in base alla tecnologia. La tecnologia statica può essere lasciata in opera per un tempo maggiore, 13 anni, rispetto ai contatori meccanici, 10 anni. Il gestore è quindi facilitato nel lungo periodo nel riconsiderare il contatore come strumento indispensabile per le proprie attività e soprattutto pensare come, grazie alle nuove tecnologie, facilitare queste attività. Sicuramente i contatori statici comunicando in maniera spontanea – quindi senza bisogno di collegare ulteriori dispositivi – migliorando le tempistiche di lettura e rendendo più efficienti le attività delle utility e dei gestori anche nell’ottica di garantire i nuovi standard richiesti dall’Autorità.

 

Per quanto riguarda la scelta dell’inserimento dei contatori statici rispetto a quelli meccanici vi è da parte del mercato ancora una certa resistenza al cambiamento dovuta ai costi da alcuni ritenuti più elevati? Oppure c’è ora maggior consapevolezza rispetto al fatto che, al di là dei costi, il focus vada indirizzato sui servizi più evoluti e in grado di riparametrare la valutazione costi/benefici?

Questa differenza di costi non esiste più. È normale che una nuova tecnologia, nel momento in cui viene introdotta nel mercato, abbia dei costi iniziali maggiori. L’idea che i costi della tecnologia statica siano più elevati rappresenta un allarmismo infondato e diffuso da chi ancora vuole nascondere l’evidenza dei fatti, fornendo un’informazione non corretta rispetto a prodotti in realtà concorrenziali. In realtà il prezzo di un contatore statico è oggi competitivo anche rispetto alle vecchie soluzioni di AMR con contatori di tipo meccanico equipaggiati, frutto sia dell’industrializzazione massiva, che ne ha abbassato i costi e continuerà a farlo, sia di una competizione sempre maggiore data dall’aumento degli operatori che si avvicinano a questa nuova tecnologia. Rispetto ai tradizionali sistemi di telelettura composti da più dispositivi collegati fisicamente tra loro, i vantaggi che il modulo radio integrato nel contatore elettronico offre sono evidenti. Non è, dunque, vero che la tecnologia statica costi di più e sia irraggiungibile per alcune areedi mercato con maggiori difficoltà di bilancio. In più, l’effettiva comparazione non deve essere fatta rispetto al solo dato economico, bensì sul valore aggiunto della nuova tecnologia che si riflette sugli aspetti tecnologici, sull’operatività e sulla comunicazione e sulla gestione amministrativa, aspetti fondamentali per una gestione efficiente dell’attività e in un’ottica di crescita.

 

Nell’ambito dei produttori di meter esiste in generale un movimento di pensiero finalizzato a traghettare velocemente verso questi nuovi e più evoluti orizzonti lasciandosi alle spalle le vecchie tecnologie?

In questo momento, purtroppo, non esiste ancora condivisione di pensiero. In Associazione abbiamo un concetto molto alto di cambiamento e pensiamo, innanzitutto, ad attività legate all’informazione e alla divulgazione. L’idea è quella di contribuire a far crescere il mercato facendo si che i benefici vengano distribuiti a 360 gradi, dall’utilizzatore finale al distributore. Da parte di ANIE, e da parte del nostro Gruppo, c’è la volontà di ragionare sulle comuni tematiche anche con altre Associazioni e insieme creare un tavolo finalizzato alla condivisione degli obiettivi. Tuttavia il mondo dei produttori, a livello di investimenti, non ha ancora colto appieno le opportunità del cambiamento e continua a orientarsi verso le soluzioni tradizionali, creando così conflitti commerciali. Ma noi pensiamo che l’innovazione sia un meccanismo automatico, che prescinda da certi interessi o da certe volontà, che segnerà un percorso inarrestabile e che, di fatto, troverà tutti costretti a seguirlo. Questo sarà poi il motivo (o almeno ce lo auguriamo) per cui alla fine si realizzerà un tavolo di confronto comune e si arriverà a determinare gli obiettivi in maniera collegiale, anche all’interno di un mondo così chiuso e variegato.

 

Come si correla l’attività dello SMG con quella della Task Force Acqua di ANIE. C’è una visione d’insieme con obiettivi e istanze comuni da portare all’attenzione dei gestori?

La nascita della Task Force Acqua – grazie all’idea di Raffaele Di Stefano di Energia Media – ha permesso allo SMG di condividere quelli che sono stati i motivi che hanno portato alla realizzazione di questo “nucleo operativo”. Solo pochi anni fa le difficoltà di apertura del mercato alle nuovetecnologie erano maggiori – si resecosì necessaria lacreazione di un osservatorio che potesse monitorare lo sviluppo delle gare d’appalto, relativamente alla scelta del prodotto nonché tutto quello che accadeva nell’ambito delle decisioni istituzionali legate alla misura. È stato facile quindi, fin dall’inizio, trovarsi in sintonia e aderire a questa iniziativa e le ragioni di questa unione non sono venute meno dato che questa fase di cambiamento è non è ancora completata.

La task force ha anche la capacità di dare risposte e porre in essere iniziative nei confronti delle istituzioni o tra il mondo delle istituzioni e il mondo dei distributori. È un organismoche opera in sintonia e all’interno diANIE con un focus specifico sul mondo dell’acqua e che èin grado di completare una serie di attività legate agli interessi primari delle aziende iscritte.

 

In prospettiva del prossimo SUOM quali sono i temi che si stanno dibattendo maggiormente e che dovranno essere necessariamente elaborati e portati in evidenza?

Uno dei temi che andremo ad affrontare nel prossimo SUOM è senza dubbio quello legato alla comunicazione. Sappiamo che nel mondo dei contatori dell’acqua, a differenza di quanto è accaduto in quello del gas, non c’è stata un’imposizione legata al protocollo, alla frequenza e alle modalità di comunicazione, per questo se ne parla molto all’interno del settore e le aspettative più recenti degli operatori sono legate allo sviluppo e alla diffusione dello standardNB IoT e alla comunicazione su lunga distanza (long range). In merito a queste aspettative ANIE ha l’obbligo di fare chiarezza e assumere un ruolo di informatore, anche perché a volte i mercati tendono a fare scatti in avanti senza aver opportunamente misurato l’effettiva possibilità di porre in essere tale accelerazione. Una tendenzache percepiamo anche in questo caso. Ma il mercato non è ancora maturo, la tecnologia deve essere consolidata, la copertura sul campo non è ancora garantita e anche dal punto di vista amministrativo ci sono delle logiche legate alla sim e ai costi che devono essere riviste, in quanto ora comporterebbero un impegno economico improponibile per i gestori e gli utilizzatori dei contatori dell’acqua. La nostra Associazione ha il dovere di fare chiarezza, sicuramente guardare con interesse alla tecnologia candidata a rappresentare la principale futura modalità di comunicazione ma anche con attenzione perché c’è il rischio che si corra troppo, che si paghino gli effetti di un’anticipazione; ci sono dinamiche tecniche che devono essere considerate attentamente prima di arrivare ad un utilizzo massivo di questa tecnologia. Siamo convinti che verrà individuatauna soluzione ideale per creare una rete comune dove convogliare i dati dei nostri contatori ma bisogna essere prudenti e aspettare che le attività tecniche e amministrative siano giunte a maturazione. Questo è uno degli obiettivi dello SUOM e del nostro Gruppo, assumersil’impegnodi accompagnare il mercato nei giusti tempi in un percorso di crescita.